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Leggenda del Santo Graal

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Oggi, con il termine “Graal” o “Santo Graal”, si intende semplicemente la coppa usata da Gesù nell’ultima cena, che avrebbe trattenuto il suo sangue, sangue simbolico in quanto vino consacrato.
Eppure approfondendo l’argomento capiremmo che l’origine della leggenda ha in realtà radici storiche ben più antiche, pre cristiane, addirittura celtiche.

Per meglio spiegare il concetto che sto per esprimere, devo prima soffermarmi sull’importanza straordinaria che ha il simbolo del cuore in tutte le culture, antiche e moderne.
Nella religione Cristiana esso assume un importanza primaria nel simbolo del “Sacro Cuore di Gesù”.
Il cuore in realtà altro non è che un organo atto a ricevere sangue e trasmetterlo in tutto il corpo, potremmo affermare che esso sia l’organo più importante affinché la condizione di vita possa sussistere.
Se concepiamo la parola “vita” come atto e dono divino, il cuore diventa l’unione tra il divino ed il materiale, tra energia e materia.

Cosa centra il cuore con il Graal?
La leggenda del Santo Graal, quella che vede in esso radici primordiali e precristiane, potrebbe essere stata trasformata o assimilata nelle teorie o dogmi del Sacro Cuore di Gesù.
Nei geroglifici egiziani, scrittura sacra basata sui simboli, il cuore era raffigurato unicamente con l’emblema di “un vaso”, questo riporta il tutto al mio precedente ragionamento secondo il quale il cuore, come un vaso, raccoglie ed elabora la vita dell’uomo (energia divina o informazione ordinatrice delle funzioni vitali primordiali) unendola con la sua materia (corpo). Il sangue sarebbe il mezzo che trasporta la vita diffondendola nel corpo ed animandolo.
Occorre dunque soffermarsi sulla porzione di leggenda che vede il Graal (coppa) come contenitore del sangue divino. Secondo le varie teorie esso non contenne infatti solo il vino utilizzato da Gesù nell’ultima cena. Parrebbe che Giuseppe d’Arimatea lo utilizzo per raccogliere il sangue misto ad acqua che sgorgava dalla ferita inflitta a Gesù sul costato, dalla lancia del centurione romano.

Ricapitoliamo dunque.

Cuore = Organo che unisce Vita a Materia (Sangue)
Graal = Coppa che unisce il sangue di Gesù (totalmente divino) alla realtà materiale.

Esiste un’altra leggenda sul Santo Graal, forse meno conosciuta ma sicuramente più affascinate.
Questa coppa sarebbe stata intagliata dagli Angeli in una perla staccatasi dalla fronte di Lucifero nel momento della sua caduta negli Inferi.
A mio parere tale smeraldo ricorda in maniera sorprendente la perla frontale che nell’ideologia religiosa Hindù simboleggia il terzo occhio di Shiva.
Questo particolare potrebbe essere riconducibile al fatto che il Graal simboleggia in realtà la conoscenza divina, superiore, e quindi simbolicamente l’eternità. Questa sarebbe concessa all’uomo solo se molto vicino a Dio.
Sempre secondo quest’ultima leggenda, il Graal fu affidato ad Adamo nel paradiso terrestre ma, nel momento della sua punizione, ossia quando questi venne allontanato per disobbedienza a Dio, il calice gli fu tolto.
Ancora una volta il messaggio appare chiaro: se l’uomo si allontana dalla spiritualità (da Dio), la sua conoscenza (Graal) viene meno, questo perché egli viene imprigionato dal mondo materiale allontanandosi dalla sua vera natura di essere ad immagine e somiglianza di Dio, quindi divino.

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