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I fantasmi della Locanda del fu Giovanni, Casarano (Lecce)

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 di Mario Contino – La Puglia è custode di molte leggende e misteri, il suo folklore è ancora vivo nel cuore della popolazione e varca i confini regionali fino a giungere a popoli lontani, che ne restano affascinati.
Abbiamo più volte citato leggende inerenti il “fantasma” del cavaliere o della dama, in questo o quel maniero.
Note sono anche le numerose leggende aventi come protagonisti i presunti spettri di monaci e suore, in conventi e monasteri.
Oggi vorrei soffermarmi su una leggenda più unica che narra, probabilmente unica nel suo genere per via della location oggetto della presunta infestazione spiritica, mi riferisco alla celeberrima “Locanda del fu Giovanni”, sita nell’agro di Casarano, in provincia di Lecce.
Si tratta di una seicentesca masseria allestita nel rispetto delle antiche tradizioni, ciò rende il soggiorno unico ed affascinante. Tra piatti tradizionali ed una calorosa accoglienza, si ha la parvenza di essere catapultati in un’epoca remota, gli anni nei quali le masserie e le locande non fungevano solo da luoghi nei quali sfamarsi ma divenivano veri e propri centri di aggregazione sociale e culturale.
Il nome attuale della locanda, nata nella Masseria Palla, è esplicativo della leggenda stessa: “Il fu Giovanni”.
Pare infatti che lo spirito di un fanciullo, Giovanni appunto, faccia notare di tanto in tanto la sua presenza, senza mai essere stato causa di spavento o disagio. Uno spirito buono, come si è suol dire.
Abbiamo chiesto dunque delucidazioni alla proprietaria della locanda, Adriana De Lorenzis, che così ci ha risposto:

«La masseria Palla, in cui è collocata la nostra locanda, è sita in una zona piuttosto particolare dal punto di vista morfologico e geologico, infatti è il punto più alto in tutto il feudo di Casarano ed è costruita interamente su calcare selcifero. Negli strati profondi sottostanti la masseria, dove vi sono anche strati di roccia basaltica, scorre una importante falda acquifera che, pare proprio per le caratteristiche del sottosuolo, provoca dei notevoli campi magnetici.
Forse anche per questa particolare condizione, da secoli, la nostra zona è oggetto di leggende e storie su fantasmi.
Si racconta che fino al secolo scorso, quando ancora la gente si muoveva con i carri e i cavalli, era sconsigliabile, la sera, passare con questi animali nei pressi della masseria, poichè potevano imbizzarrirsi improvvisamente.
La mia famiglia (Macchitella) acquistò questa masseria nel 1963 dall’ultimo erede della famiglia Sangiovanni di Nardò, Scipione, e l’atmosfera in cui io (Adriana De Lorenzis) mia sorella Luisa e tutti i bambini della zona abbiamo passato la nostra infanzia, è stata sempre molto particolare. Ci siamo abituati a considerare i numerosi episodi strani, e a volte inspiegabili, come normali e addirittura divertenti.
Da sempre siamo abituati a sentire voci che ci chiamano per nome, ad avvertire il tocco di una mano tra i capelli, a vedere oggetti che si spostano in modo innaturale, senza poi contare le innumerevoli volte che i nostri animali, cani e gatti, si fermano a guardare incantati qualcosa e scodinzolano, guaiscono, e ci guardano come a voler dire “ma perché voi non vedete quello che vediamo noi?”
Di episodi inspiegabili ne sono successi talmente tanti che descriverli tutti sarebbe un processo troppo lungo.
Ad esempio, un giorno trovammo lo stemma nobiliare dei Sangiovanni, un bassorilievo posto sulla porta della cucina, ma piuttosto in alto, completamente ricalcato nei contorni come se una mano tremolante avesse ridisegnato grossolanamente i contorni.
Un’altra volta Nicola era sull’ultimo gradino di una scala per montare uno dei lampadari della sala, quando i fermi di sicurezza hanno ceduto, ma lui, invece di cadere rovinosamente, si è sentito come afferrare e posare dolcemente al suolo.
Lui da sempre molto scettico nei confronti di tutto ciò che non riesce a vedere o toccare, da quel giorno ha incominciato ad avere molti dubbi in merito.
Moltissimi, poi i casi di clienti che hanno avuto a che fare con anomalie ai loro apparecchi telefonici. Si spengono più volte quando cercano di fare foto, compaiono sulle foto strane sfere di luce o immagini sfocate di figure strane ed inspiegabili, etc. etc.
Inoltre quasi tutte le persone passate da qui, dicono di avvertire in questo luogo una strana e profondissima pace e alcuni ci hanno riferito, il più delle volte senza sapere delle storie dei fantasmi, di sentire chiaramente la presenza di qualcosa di strano, non visibile, ma tangibile.
Pare, a quanto riferitoci da una signora di Roma, turista passata per caso che non conosceva nulla delle leggende del luogo, ma che ci ha detto di essere una sensitiva, che le presenze sono varie, ma non pericolose o cattive, anche perchè sembra che la nostra cappella consacrata abbia un grande potere di controllo della situazione.
Lasciamo ad ognuno la libertà di sentire e credere ciò che vuole, noi ci limitiamo ad una pacifica e il più delle volte, divertente, convivenza.»
Cosa aggiungere a quanto riferito dalla Signora De Lorenzis?
Leggende simili andrebbero accuratamente salvaguardate, proprio come hanno deciso di fare i proprietari della “Locanda del fu Giovanni”, che ad oggi pare essere l’unica locanda “infestata” della Puglia.

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