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Il bambino fantasma di Leuca

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di MARIO CONTINO – Sono molte le leggende legate al mare, anzi ai mari pugliesi, spesso derivanti da storie vere di cronaca, altre volte originate nella notte dei tempi e tramandate verbalmente nell’intenso folklore regionale.Quella che oggi riporterò a galla appartiene senza dubbio alla seconda delle categorie sopra riportate ed ha per protagonista un fantasma, un bambino che piangerebbe disperato in cerca di risposte che probabilmente non potrà mai ricevere.
Nel basso Salento, precisamente nel Capo di Leuca, sono molte le scogliere a picco sul mare, queste rendono la zona più collinare che pianeggiante.
Durante le burrasche dovute al forte vento che spesso spazza la nostra regione, il mare schiaffeggia gli scogli e l’atmosfera diventa surreale, magnificamente spettrale, in grado di suscitare sentimenti contrastanti e misti tra la meraviglia ed il terrore.
Si narra che, in un non ben specificato punto nel territorio di Leuca, una giovane donna si innamorò di un Saraceno, giunto nel Salento durante uno dei frequenti assalti che insanguinavano la nostra penisola.
La donna, che divenne presto motivo di vergogna per la sua comunità, partorì il bambino che aveva in grembo e lo lanciò in mare per lavare quel “peccato”, forse per amore stesso, per impedire che quel piccolo vivesse in un mondo non suo, che lo avrebbe odiato e non accettato, che lo avrebbe condannato senza possibilità di replica.
Da quel momento però, durante le notti tempestose, molti affermano di aver sentito le urla, i pianti strazianti di un neonato, ancora in cerca di un perché.

 

 

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