• CONSIGLIATI DA “PUGLIA FOLKLORE”

La leggenda delle “due sorelle” – Torre dell’orso (LE)

Torre dell’orso è una località balneare salentina, marina di Melendugno, in provincia di Lecce. Già il nome è di per se affascinante, questo deriva dalla presenza di un antichissima torre d’avvistamento del XVI sec. utilizzata per sorvegliare le acque costiere e prevenire le invasioni Turche.

Se ciò spiegherebbe la presenza della parola “Torre” nella costruzione del nome del luogo, non spiegherebbe la presenza della parola “Orso” che invece ha origine dal nome “Urso”, proprio della famiglia un tempo proprietaria del feudo.
Torre dell’Orso non è solo spiaggia bianchissima, mare cristallino ed una costa a dir poco fantastica, meta di centinaia di turisti ogni anno, è anche storia, mistero, leggenda, basta conoscere i racconti che la cultura salentina tramanda oralmente da decine e decine di anni.
In questa bellissima località marina vi è una leggenda affascinante e molto triste, dalla costa è possibile ammirare due faraglioni, due sporgenze rocciose quasi identiche che danno origine alla leggenda stessa: “La leggenda delle due sorelle.”

Si narra che due sorelle molto giovani e di felice aspetto, si spostarono dalle vicine campagne verso il mare a loro più vicino, ossia verso le coste di Torre dell’Orso. Le due fanciulle, una di qualche anno più grande dell’altra, cercavano refrigerio alla calura estiva che nel Salento brucia la terra fino, a volte, a farla spaccare.
Le due arrivarono nei pressi della costa e si adagiarono in un bel posticino intente a riposarsi. La più grande si addormentò subito, la più giovane invece cadde in uno stato di strana euforia, tra i profumi tipici della macchia mediterranea, l’incantevole paesaggio e la fresca brezza marina, la fanciulla di avvicinò sempre di più all’alta scogliera e si lanciò nel vuoto. Le urla della piccola destarono la sorella più grande che decise di provare a salvarla gettandosi anch’essa nel vuoto.
Un pescatore che era poco distante, sentì distintamente la voce delle due ragazze in preda al panico ed in cerca di aiuto e si avvicinò immediatamente al luogo della tragedia per cercare di portare soccorso. Quando l’anziano giunse sul posto, delle due povere sorelle non vi era più traccia, nel mare erano però comparsi due stupendi faraglioni, quasi identici, uno leggermente più grande dell’altro, forse, le due sorelle sono state salvate da qualche misteriosa forza, forse sono ancora li, in un eterno abbraccio.

Questa leggenda merita di essere ricordata insieme a tutte le altre storie presenti nell’antichissima cultura Pugliese.

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

2 commenti

  1. Carlo Petrachi

    Il nome dialettale è “URSU” (orso). Che il luogo fosse stato feudo degli Urso per me è una novità. Diversa è l’informazione che ne dà il Graziuso il quale ipotizza invece che molte nostre località prendessero lo stesso nome di altre località frontaliere simili,come il caso della baia dell’Orso. A supporto di ciò il Graziuso afferma che, se da noi c’è una grotta Poesia, ricca di iscrizioni messapiche greche e latine, sulle coste dell’altra sponda esiste una grotta detta “Gràmmata” (dal greco “grafo”, scrivo) cioè una grotta con iscrizioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *