• CONSIGLIATI DA “PUGLIA FOLKLORE”

Leggenda del fiume Chidro nel territorio di Manduria

di Mario Contino – Il territorio salentino è conosciuto per il suo vento fresco e frizzante che spazza l’arida terra nelle calde giornate estive, quando il sole picchia così duro da cuocere il terreno argilloso e spaccarlo in mille piccole zolle.

Meno conosciuti sono i fiumiciattoli, forse sarebbe meglio definirli torrenti, che qua e la attraversano la penisola giungendo nel mare, quasi come vene in grado di trasportare la vita in un territorio che sempre più rischia la desertificazione. Uno di questi fiumi è il Chidro, torrente che sfocia nel territorio di S. Pietro in Bevagna, sulla costa di Manduria, dove giunge accarezzato da una folta vegetazione che contrasta con il paesaggio circostante creando un meraviglioso ambiente naturale.

La storia di questo fiume è molto più movimentata delle sue acque, in passato il possesso di questo canale era molto ambito sia perché poteva essere utilizzato per irrigare i campi sia perché doveva essere molto pescoso, infatti nacquero vere controversie tra i vari signori feudali i quali si contendevano animatamente il diritto si pesca nelle sue acque. Oltre alla storia che il torrente custodisce gelosamente, la sua presenza è direttamente collegata ad una bellissima leggenda, degna anch’essa di memoria e tutela.

La leggenda narra che esso ebbe origine dalle lacrime dell’apostolo Pietro che giunto in quel luogo scoppiò in un pianto profondo per via del tradimento fatto a cristo nel momento in cui lo rinnegò per tre volte. Successivamente la leggenda ha subito molte trasformazioni, una sua variante vorrebbe che il fiume stesse già li all’arrivo dell’Apostolo e che le lacrime del Santo si fossero trasformate in conchiglie al contatto con l’acqua.

Un altra leggenda legata al Fiume Chidro è allacciata alla conversione degli abitanti locali al cristianesimo. Pare che il Santo, dopo essere giunto nel territorio salentino e nei pressi del fiume, abbia appreso che il Re locale fosse affetto da lebbra, abbia così benedetto l’acqua del fiume e battezzato il Re guarendolo. Da quel momento molti continuarono a vedere le acque del fiume come prodigiose e capaci di guarire dalla lebbra ed altre malattie cutanee.

Chissà se nella composizione chimica delle acque di questo fiume ci sia una spiegazione razionale alla nascita di questa straordinaria leggenda, a voi scoprirlo.

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *