• CONSIGLIATI DA “PUGLIA FOLKLORE”

Libro: Tempo Pittore

Condividi sui social

TEMPO PITTORE. Emozioni, spazio, infinito
Autore: Giuseppe Selvaggi
Casa editrice: Ed Insieme
Pagine: 128

Tempo pittore è il titolo della nuova prova letteraria di Giuseppe Selvaggi, bancario di professione, studioso di tradizioni popolari e animatore dell’associazionismo pugliese in terra di Lombardia. Poesie intervallate da commenti in prosa come per respirare dall’apnea dell’immersione nel mare profondo. Riprendono qui temi, sensazioni e stati d’animo del suo girovagare tra un sud fatto di pietre e di muri a secco che raccontano storie, di affetti mai cancellati su cui solo il tempo pietoso stende una patina benevola,  e un nord fatto di metropolitane snodate che come serpenti di ferro penetrano nelle viscere della città e delle nostre anime.  Raramente accade che di fronte ai componimenti poetici capiti di provare così tante emozioni come nelle visioni di Giuseppe Selvaggi, pure nella semplicità delle immagini evocate. Anzi proprio per questo. Il poeta destreggia le parole, le mette in fila, gioca, si allea, le concupisce, le seduce, ne è sedotto, le perde. Il filo della memoria corre avanti e indietro, indietro e avanti.

Perché questo titolo? Nel seicento venne coniata l’espressione “tempo pittore”, la scurità che il tempo fa apparire sopra le pitture intesa come il valore del passaggio del tempo sull’opera che talvolta le favorisce.
Verrà del tempo la maestra mano
a dare all’opere tue l’ultimo tocco;
che colla bruna patina i colori,
ammorbidisca, e accordi; e quella grazia
aggiunga lor che sol può dare il tempo;
porti il tuo nome a’ Posteri, e più rechi
bellezze all’opere tue che non ne toglie
(John Dreyden, 1694)

Come su una tela, il trascorrere del tempo smorza le tinte forti e sanguigne delle nostre esistenze, induce a una visione riflessiva e ad accomodamenti, non serve ricorrere a un restauratore che riporterebbe come per un lifting un volto a una non reale freschezza, le rughe dell’anima sono per chi ha vissuto come quella patina che su un’opera pittorica conferisce un tono ambrato ed omogeneo che impreziosisce l’opera.
Il tempo smorza le tinte forti e attiva una patina di mistero sulla tela pittorica. Non così nell’esistenza e nella scrittura di Giuseppe Selvaggi, pendolare con il cuore e con la mente fra la terra d’origine (la Puglia) e quella d’adozione (la Lombardia, Milano).
La maturità umana e la lettura esistenziale di cui è capace, favoriscono i toni della riflessione e la delicatezza del verso poetico che costella le pagine di questo libro; l’attaccamento alla vita e l’immersione negli eventi ripropongono le tinte accese e la robustezza del linguaggio in prosa che introduce le liriche.
Ascolta il vento e veleggia nei sentimenti l’Autore, in moto perpetuo fra i balconi e i sottani, le nebbie e i cieli tersi, le partenze e gli arrivi, la contemplazione del paesaggio e le voci pressanti della metropoli. Estatico e materico, impalpabile e sanguigno, poeta e scrittore, “pittore” e “scultore”, cultore delle radici nella liquidità odierna.

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *