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Bari, la leggenda dell’ex fabbrica di materassi

di MARIO CONTINO — Saranno vere le storie secondo le quali un edificio molto noto nella zona di Bari e dintorni sarebbe in realtà infestato da “spettrali” presenze?

Non sarò certamente io a rispondere a questo quesito ma la leggenda è certamente meritevole di menzione, in quanto divenuta in pochi anni tra le più note della Puglia.

Parlare di spiriti e fantasmi, che ricordo non essere sinonimi, non è mai semplice, spesso però nascono leggende metropolitane che proprio a queste figure farebbero esplicito riferimento, una specie di meccanismo inconscio che tende a ricordare all’essere umano, ormai sempre più presuntuoso, il suo ruolo di semplice osservatore nei confronti di fenomeni inspiegabili ed incontrollabili.

Forse proprio quest’ultima caratteristica alla base dell’innato timore per l’ignoto, l’uomo che tende a controllare tutto e tutti, arrogantemente, è posto difronte a fenomeni che esulando dal suo controllo e che fanno crollare il suo muro di certezze fondato sull’acqua.

Oggi citeremo la leggenda che è sorta, recentemente, sulla famosa “fabbrica di materassi” sita al n.322 di corso Alcide de Gasperi, nei pressi dello svincolo della tangenziale (Bari Carassi – Carbonara).

La leggenda narra che il primo proprietario dell’antico edificio sia la causa della presunta infestazione del posto, fenomeno che avrebbe causato il trasferimento, nel corso degli anni, di tutti gli inquilini dell’immobile, aziende e privati.

Alcuni citerebbero fenomeni quali: voci, urla, ombre che si muoverebbero furtivamente, condensazioni nebbiose che interesserebbero solo quello specifico edificio e non il circondario.
Utilizzo il condizionale in quanto, ovviamente, ogni leggenda metropolitana deve essere considerata tal quale, soprattutto quelle relativamente giovani.

Ciò che sorprende realmente è l’enorme diffusione che la storia ha avuto sui social network ed in generale su internet, sintomo di una mancanza di valori che sfocia nella ricerca di un ignoto che, in fin dei conti, appare più vicino di quanto ci si aspetti.

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