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Il Bafometto, un mostro nel cuore di Lecce

di Mario Contino – Passeggiando tra i magnifici palazzi leccesi, godendo della vista dello sfarzoso Barocco, delle imponenti chiese, delle cripte e dei cunicoli che celano antichi ma vivi misteri, non ho potuto non notare, tra simbolismi vari e soprattutto iniziatico-massonici, la figura del dio barbuto che tanto fece discutere in ogni tempo: Baphomet, da molti descritto come un “mostro” o addirittura “il diavolo”.

Bafometto è un idolo pagano, della cui venerazione furono accusati i Cavalieri Templari o, Pauperes commilitones Christi templique Salomonis (“poveri compagni d’armi di Cristo e del tempio di Salomone”).
Questa figura, ricorrente nella letteratura occultista, viene descritta in vari modi:
Una testa con due facce,
Un idolo-gatto,
Una testa barbuta.

Con il tempo, il Bafometto è stato associato alla figura di Satana, ma ciò non è certo una novità, sono molti gli idoli pagani ai quali è toccata simile sorte nell’azione distruttiva attuata dalla Chiesa, in più la Santa Inquisizione, conosceva certamente metodi di tortura in grado di far confessare, anche ad un ateo, la venerazione per un qualsiasi dio.
Non è ben chiara l’origine del termine, secondo Idries Shah – famoso scrittore britannico autore di molte pubblicazioni inerenti tematiche quali stregoneria, magia etc. – Baphometde riverebbe dal sostantivo in arabo: “Abu fihama”, traducibile con: “padre dell’ignoto”, e associato al sufismo, ossia una ricerca a carattere mistico propria della cultura araba.
Interessante è questa definizione in merito alle teorie occultiste secondo le quali la parola “amen” pronunciata spesso nella liturgia cristiana, deriverebbe non dalla lingua latina ma dal termine “Amon” riferibile ad un antichissima divinità spesso identificata come: “Il Celato”, tra quest’ultima definizione e “padre dell’ignoto” potrebbero sussistere numerosi collegamenti.

Eliphas Lévi, probabilmente il più famoso studioso di esoterismo dell’ottocento, almeno a livello commerciale, fa riferimento diverse volte al Bafometto.
Lévi lo raffigura, nella sua opera “Dogma e rituale dell’alta magia” 1855-56, come un capro alato ed umanoide, con il seno femminile ed una torcia tra le lunghe corna, al centro della fronte vi era inciso un “pentacolo”.
Quanta confusione e quanto mistero celati dietro questo affascinante simbolo, confusione in quanto si è spesso accostato il Bafometto al satanismo, non dimentichiamoci che una testa di capro all’interno di un pentacolo rovesciato è uno dei simboli occasionalmente adottati proprio da quest’ultima realtà.
In relazione al possibile significato di “Padre dell’Ignoto”, a mio avviso, sarebbe come riconoscere l’esistenza di una realtà definita ed una indefinita, e dunque riconoscere se stessi in questo “tutto” naturale del quale, spesso, non ci accorgiamo neppure.

La figura del Dio barbuto, del capro umanoide, è facilmente riconducibile al Dio Pan e non è detto che Bafometto non ne sia una diretta derivazione.
Nella mitologia greca il Dio Pan era una divinità che viveva al di fuori della cerchia degli dei olimpici, se così possiamo dire. Metà uomo e metà capro con una folta barba e lunghe corna, figlio del Dio Ermes e della Ninfa Driope.Un Dio associato alla natura selvaggia ma anche al “tutto”, volendo vedere in questa assoluta totalità la forza creatrice naturale nella sua massima espressione e completezza.
Secondo la mitologia, durante un epica battaglia, gli Dei furono quasi sconfitti da Tifone e si nascosero tutti in Egitto assumendo le sembianze di animali vari. Pan trasformo solo la sua parte inferiore in pesce e si rifuggiò in un fiume, quando Zeus stava però per essere sconfitto, Pan lanciò un terrificante urlo, tanto potente da spiazzare il nemico e permettere così la vittoria di Zeus. Il padre degli Dei lo ringraziò ponendo nel cielo la costellazione del capricorno, ad onore di un potentissimo e coraggioso Dio.
Secondo alcuni studiosi Pan era assimilato anche a Phanes o Fanes, dal greco antico Phanês con significato di “Luce”, il primo vero Re dell’universo che cedette il suo potere solo perché stanco di governare.

Luce?
Portatore di luce?
Che sia forse un riferimento a Lucifero?
Ai posteri l’ardua sentenza.

Dunque una Divinità primordiale molto potente potrebbe celarsi dietro al simbolo del Bafometto – Pan?
Non posso ne confermarlo ne smentirlo, è certamente un ipotesi da non scartare a priori.
Vi è la possibilità che i Cavalieri templari avessero adottato questa divinità successivamente a scoperte fatte in terra santa e basate sullo studio di antichi testi sacri?
Studi e verità scomode potrebbero proprio aver firmato la loro condanna, ma questa è un altra storia che merita certamente un capitolo a se stante.
Un mostro, un’antica divinità, un richiamo alla natura selvaggia, nessuno conosce il vero significato del Bafometto, che ad oggi ha realmente ragione per esser considerato “il celato”, proprio per questa ignoranza che circonderebbe la sua figura.
Potremmo descriverne i significati alchemici, ma l’ermetismo che dovremmo citare renderebbe troppo faticosa la lettura di questo articolo alla maggior parte dei curiosi. Vorrei solo che, nel momento in cui osserverete un Bafomet sulla facciata di un palazzo o sulla colonna di una chiesa, o in qualsiasi altra parte, vi ricordaste di non considerarlo come semplice maschera apotropaica. Questo idolo cela forse uno dei misteri più grandi della storia dell’uomo…

O forse no.

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