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Otranto ed i suoi misteri

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L’antica cittadina di Otranto è forse la più orientale d’Italia, un antico borgo posto nell’estremo Sud del Salento.

Numerosissime sono le leggende che circondano questo luogo e rendono mitica la sua fondazione, io citerò le due più affascinanti:
– La leggenda della conversione al Cristianesimo degli abitanti del luogo
– La leggenda degli ottocento martiri do Otranto e del cavaliere senza testa.

Se pur distanti , le due storie di cui vi scriverò sono direttamente collegate tra loro e la fede Cristiana fa da collante tra di esse.
Inizialmente Otranto era una cittadina di religione pagana e gli abitanti adoravano gli stessi Dei che si veneravano a Roma.
Era usanza, in onore delle divinità romane, festeggiare con fuochi e giochi in diversi periodi dell’anno, durante una di queste ricorrenze gli abitanti erano soliti saltare sui numerosissimi falò che venivano accesi per le vie della città, prova di forza e coraggio, riti magico-religiosi basati su auto condizionamento in grado di far cadere i partecipanti in stati di trance.
Proprio mentre incombevano i festeggiamenti, un incendio scoppiò in un abitazione ed in breve tempo passò da una casa all’altra fino ad incendiare buona parte dell’antica città, ai tempi le case erano modeste e tutte collegate tra loro, ergo le fiamme non ci impiegarono molto a propagarsi.

Caso volle che quella notte, dal mare, giungesse un vecchio viaggiatore dall’aria insolitamente tranquilla che avvicinandosi all’incendio e pregando un Dio a tutti sconosciuto gli ordinò di estinguersi immediatamente.
Le fiamme furono prontamente domate e gli abitanti si avvicinarono all’uomo ringraziando lui e gli Dei, a quel punto l’anziano rivelò la sua identità, si trattava dell’apostolo Pietro che parlò loro di Gesù, convertendoli in quella stessa sera, da allora Otranto divenne una città Cristiana.

L’altra leggenda è collegata a questa in quanto dimostra la successiva grande fede dei cittadini di Otranto. Nell’estate del 1480 le truppe Saracene assediarono la città con un imponente attacco che partì dal mare per poi proseguire sulla terraferma.
Dopo una sanguinosa battaglia, le truppe nemiche ebbero la meglio sui soldati Cristiani e conquistarono Otranto.
I soldati sconfitti rifiutarono la conversione, probabilmente proposta in cambio della vita, e non rinnegarono mai la loro grande fede, furono tutti uccisi per decapitazione ed ancora oggi le loro ossa ed i loro teschi si possono ammirare all’interno di apposite teche poste nella Cattedrale.
A questa violenta guerra, prese parte il Conte di Conversano: Giulio Antonio Acquaviva, Luogotenente del Re di Napoli “Alfonso d’Aragona” ed abilissimo spadaccino. Il Conte fece numerose vittime tra le fila nemiche e fu decapitato mentre correva in sella al suo possente destriero; secondo la leggenda continuò a combattere, anche dopo la decapitazione, continuando a mietere vittime tra i nemici che rimanevano terrorizzati difronte all’agghiacciante vista del cavaliere senza testa.
Il suo fedele cavallo trasportò poi il suo cadavere al Castello di Sternatia dove il combattente cadde al suolo, questa volta per sempre.
Oggi sono molti coloro che parlano dell’apparizione di un cavaliere senza testa in groppa ad un possente cavallo. Sembrerebbe che questo “spettro” agiti in aria la sua spada in maniera minacciosa, le apparizioni non avverrebbero mai nello stesso punto, quasi come se il Conte fosse in eterna perlustrazione, intento a difendere ancora le sue terre.

I misteri di Otranto non finiscono qui, la Cattedrale di questa caotica cittadina nasconde veri e propri enigmi degni di essere menzionati e compresi, per quanto possibile.
La costruzione fu edificata nel 1088 su un Tempio preesistente e fu consacrata lo stesso anno, non ha uno stile artistico predominante e risente dello stile bizantino, barocco e gotico.
All’interno la struttura si divide in 3 navate ed è presente una spettacolare cripta, a sua volta divisa in 9 navate.
In quest’ultima si possono ammirare ben 72 colonne in granito con capitelli in vario stile artistico.
Particolarità della cripta sono proprio le colonne, sembrerebbe che sia impossibile visualizzarle tutte insieme e quindi provando a contarle da varie angolazioni si otterrebbe sempre un risultato differente.
La Cattedrale è sicuramente un luogo suggestivo ed affascinante, la cosa che colpisce maggiormente non sono le teche che espongono i teschi degli ottocento martiri di Otranto ma il fantastico mosaico pavimentale situato all’interno della navata principale.
Il mosaico, intitolato “L’albero della vita”, fu realizzato dal monaco Pantaleone e si compone di oltre 600.000 pezzi di minerale calcareo, disposti su una superficie di circa 16 metri.
Si stima che l’opera fu realizzata intorno all’anno 1165 ed il nome dell’autore è scritto nella parte inferiore del mosaico stesso, una vera e propria firma.
Decifrare il vero significato dell’opera è un impresa assai ardua e tutt’oggi rimane un enigma irrisolto, indipendentemente da chiavi di lettura rese pubbliche nel corso dei secoli dai diversi studiosi che hanno tentato di risolvere l’arcano.
Al suo interno sembrerebbe mancare ogni riferimento ad immagini o simboli appartenenti al nuovo testamento, sembrano invece presenti alcune immagini che potrebbero rappresentare parti del vecchio testamento, simboli che potrebbero essere interpretati come segni zodiacali o raffigurazioni astratte dei dodici mesi dell’anno, ed altre scene non ancora ben decifrate.
Quale è il vero messaggio nascosto nel mosaico?
Difficile dirlo, probabilmente non lo scopriremo mai ma alcune osservazioni lo vorrebbero collegato alla Cabala ebraica ed ai misteri di quel tipo di studio della Bibbia che vorrebbe, lo stesso testo sacro, ricco di simboli criptici in grado di svelare addirittura il vero disegno di Dio.
Questo mosaico sembrerebbe contenere un messaggio esoterico rivolto ai fedeli che entrano in Chiesa, forse un modo saggio di mettere in guardia i “veri” cristiani dai mutamenti che la Chiesa Cattolica stava mettendo in atto in quegli anni. Cambiamenti che forse, a detta del realizzatore dell’opera, poco avevano a che fare con il vero significato della venuta di Cristo sulla terra ed i suoi reali insegnamenti.
Perché proprio un albero?
L’albero è un simbolo molto comune a differenti discipline esoterico-religiose, non scordiamoci che la cabala è anche chiamata Albero della vita, ma a parte questo non vi è nulla che possa rispondere in modo certo a questo quesito.
Per sua natura, l’albero potrebbe essere visto come il collegamento tra terra e cielo, infatti affonda le sue radici nel terreno e innalza i suoi rami verso il cielo.
Questo mosaico, insieme ai tanti altri misteri racchiusi nella cattedrale di Otranto, inducono un grandissimo senso di rispetto nel visitatore e lo trasportano in tempi remoti, in epoche in cui non ci si esprimeva solo con parole e simboli comuni ma con codici in grado di comunicare alle menti, alle anime degli uomini.
Tempi dimenticati nei quali si cercava il vero senso di ogni cosa, un significato tanto profondo in grado di trasportare, chiunque fosse riuscito a comprenderlo, ad una condizione di coscienza superiore, quasi una condizione magica della stessa esistenza umana.

Il mistero pervade ogni angolo del centro storico di Otranto, un altro posto molto affascinante è senza dubbio l’antico Castello, anch’esso ricco di storia e leggenda.
Il Castello Aragonese fu eretto dal Re di Napoli Ferdinando d’Aragona tra il 1485 ed il 1498, sui resti di un fortino precedente, probabilmente di epoca Bizantina.
L’invasione turca del 1480 dimostrò che l’allora cittadina non aveva mezzi difensivi adeguati e, vista la sua posizione strategica, spinse chi di dovere a prendere importanti decisioni in merito alla fortificazione della stessa.
Furono quindi erette possenti mura a difesa del maniero e dell’antico centro urbano cittadino, queste erano intervallate da tre torri: Ippolita, Alfonzina e Duchessa.
Ad aumentare il fascino di quest’importante e strategico edificio ci pensa un grande fossato che lo circonda come in un affettuoso abbraccio.
Sul castello si narrano varie leggende, secondo alcune di esse nasconderebbe l’ingresso a passaggi segreti consistenti in gallerie che collegherebbero Otranto a S. Maria di Leuca.
Secondo altre voci popolari, un “fantasma” farebbe regolarmente apparizione sia sullo spuntone angolare chiamato Punta di diamante sia all’interno delle sue possenti mura.
Il giorno 3 Maggio 2014, insieme agli altri ricercatori dell’Associazione Italiana Ricercatori del Mistero  di cui ai tempi ero Presidente, mi sono recato all’interno del Castello Aragonese per poter studiare in prima persona le leggende inerenti le presunte manifestazioni spiritiche in loco, autorizzato dagli uffici comunali competenti che si sono dimostrati disponibili ed attenti, volenterosi di comprendere se alla base delle leggende potevano esserci riscontri strumentali ed ergo prove concrete.
Dopo le ricerche di rito, che prevedono documentazioni storiche ed interviste a presunti testimoni diretti ed indiretti delle suddette manifestazioni, abbiamo potuto effettuare un attento studio avvalendoci di diverse tecnologie in grado di ampliare la percezione umana, soprattutto limiti visivi ed uditivi.
I nostri strumenti sono tarati in maniera tale da poter riprendere radiazioni luminose comunemente non percepite come la luce IR o UV, ed ascoltare in range sonori quali Ultrasuoni ed Infrasuoni, normalmente preclusi all’orecchio umano. Nel contempo sono state monitorate le condizioni biofisiche ambientali nell’arco temporale in cui si è svolto il nostro intervento, ergo temperature, livelli di umidità, campi elettromagnetici ecc., tutti dati utili per successive analisi ed al fine di trarre logiche conclusioni in merito all’indagine da noi svolta.
Dalle registrazioni audio, ad esempio, sono emerse alcune interessanti “anomalie”, voci che sembrerebbero, in 2 occasioni, rispondere in maniera logica ed intelligentemente a due precise domande poste dai ricercatori a presunte entità spiritiche presenti in loco.
Ovviamente ben poca cosa per poter escludere la casualità e l’interferenza, per questo non azzardandoci a parlare di prova certa a sostegno dell’ipotesi paranormale, come molti si ostinano stupidamente a fare per rilevamenti analoghi, preferiamo definire gli audio come importanti anomalie degne di nota.
Sempre durante l’indagine, una delle persone presenti in una delle stanze esaminate, si è sentito toccare la mano da qualcosa di molto freddo. Tramite un termometro a rilevatore laser abbiamo potuto appurare che tra la mano destra e la sinistra (quella oggetto di attenzione) la differenza di temperatura superficiale era di 8°C.
Non sappiamo se l’evento possa essere giustificato sotto un ottica di “attività paranormale”, che lo spettro di Donna Teresa, dama medioevale alla quale si farebbero risalire le spettrali apparizioni, abbia voluto manifestarci in tal modo la sua presenza?
Resterà una domanda, se pur lecita, senza certa risposta.
Il registratore posizionato nei sotterranei del castello, appositamente chiusi e sorvegliati da telecamere IR per videosorveglianza, ha registrato il suono inspiegabile di passi che si avvicinavano allo strumento per poi allontanarsi e svanire nel nulla, un altra anomalia che certamente merita di essere menzionata.

Mistero, leggenda, fede, storia, Otranto è tutto questo e molto altro, si potrebbe restare facilmente rapiti da questo fantastico paesino prigioniero tra un movimentato passato ed un caotico presente.

Mario Contino

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