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Fantasmi a Casino del Duca (Mottola)

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di MARIO CONTINO – Tra le tante leggende che circolano in rete, certamente grande interesse suscitano quelle su presunti fantasmi e luoghi infestati. Si vocifera che il luogo più infestato della Puglia si trovi nel tarantino, precisamente noto come “Casino del duca”, presso Mottola. Potremmo definire il complesso una “Masseria fortificata”, costruito nel ‘600 ed ampliato nei due secoli successivi dai nobili duchi Caracciolo di Martina Franca e dai loro discendenti.

L’edificio giace in stato di semi abbandono nel senso che, pur essendo proprietà privata, come ogni luogo simile, la mancanza di porte, cancelli, recinzioni varie, ne fa meta di centinaia di persone ogni anno. Meta turistica impropria, quindi, sia per coloro che vogliono trascorrere un pomeriggio estivo in campagna che per quanti giungono affascinati dalle tante storie su fantasmi ed apparizioni varie che fanno da contorno ad un edificio che ben si presterebbe per la sceneggiatura di un film.

Un importante intervento di ristrutturazione della masseria inizialmente presente si deve, fra il 1827 ed il 1849, all’ultima esponente del casato ducale dei Caracciolo, Maria Argentina, che fece anche edificare una nuova chiesa sulla antica cripta ipogea. Sposa di Riccardo III Duca de’ Sangro, alla sua morte i vastissimi possedimenti passarono al casato del marito, di origine abruzzese, del quale nel ‘700 fece parte anche il famoso Principe di San Severo.

Si narra che il Duca Raimondo De Sangro, che avrebbe ereditato e vissuto nel casino, fosse un mago e occultista dedito ad sperimenti alchemici su esseri viventi tra i quali la cristallizzazione del sistema circolatorio umano. Non si comprende quanto possa esserci di vero in queste storie ma di sicuro la vita del posto fu sempre molto travagliata.

Oggi i testimoni riferiscono di aver ascoltato urla disumane, parole incomprensibili provenire da stanze vuote, di aver visto ombre muoversi rapide, di aver fotografato volti pallidi dagli occhi vuoti. Le testimonianze, numerosissime, divulgatesi rapidamente grazie ad internet e a vari portali web che hanno riportato le leggende, hanno decretato quel luogo come uno dei posti più infestati della nostra regione.

Personalmente ho letto molte testimonianze su diversi portali, non posso certo azzardarmi a dar credito alle stesse, né però mi sento di smentirle tutte senza aver almeno effettuato un sopralluogo sul campo. Se mai i proprietari volessero delle risposte, io sarei pronto a studiare questo luogo e le sue leggende, nel modo più serio possibile, allontanando dalla ricerca sia il fanatismo che il pregiudizio.

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