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Fantasma in palazzina a Ruvo di Puglia

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di MARIO CONTINO – Continua il nostro viaggio tra le leggende metropolitane pugliesi, relativamente nuove ma dal gusto antico e misterioso. Questa volta ci sposteremo a Ruvo di Puglia, da qualche anno oggetto di una leggenda che reputo degna di menzione, anche se già citata in numerosi portali web e sopratutto conosciuta da molti pugliesi residenti nel Nord barese.

Si tratterebbe non della classica casa infestata così come generalmente la si potrebbe immaginare, non una vecchia masseria fatiscente o un antico palazzo nobiliare ma, udite udite, un’intera palazzina a più piani.
Si vocifera sia sita in Via Madonna delle Grazie, un palazzo che ormai si troverebbe in stato di semi abbandono e del quale nessuno sembrerebbe volersi occupare. Pare che il proprietario dell’immobile lo abbia fatto sgombrare come conseguenza ai ripetitivi mancati pagamenti degli affitti da parte degli inquilini. Successivamente l’immobile sarebbe stato messo in vendita ma senza trovare la giusta domanda, ergo ora giacerebbe li in quello stato forse non meritato.

Alcuni dichiarerebbero che la palazzina sia stregata, di aver visto gli infissi chiusi la sera ed aperti il mattino dopo, essendo certi che nessuno potesse occupare, neanche abusivamente, gli appartamenti.
Certo, ci chiederemmo tutti da cosa possa scaturire tale certezza, anche perchè difficilmente supponiamo che questi testimoni abbiano avuto il coraggio di bussare alla porta degli immobili in questione.

Tralasciando queste testimonianze che, come dimostrato, sono assolutamente discutibili in assenza di studi appropriati in loco, ritengo molto più interessanti le leggende che traggono origine da chi in quella palazzina ci abitò effettivamente. Alcuni di questi avrebbero raccontato che ogni qual volta si tentava di stendere il bucato, le robe venivano puntualmente gettate per terra, senza che ci fossero spiegazioni razionali per un simile evento.

Altri raccontano di oggetti, anche pesanti, spostati in punti diversi da quelli nei quali avrebbero dovuto trovarsi. Altri ancora citano finestre e cassetti trovati aperti senza spiegazione.

Che si tratti di storie vere, di pura immaginazione o addirittura di trame create a tavolino per suscitare spavento e scoraggiare gli avventori ad entrare nell’immobile, ciò che sorprende è la rapida divulgazione che la leggenda metropolitana ha avuto. Passando di bocca in bocca, da un portale web all’altro, modificandosi ad ogni passaggio, oggi pochi si chiedono quanto di vero possa esserci in tutta la questione, tutti sembrerebbero invece non avere alcun dubbio sull’autenticità delle testimonianze.

Personalmente sono pronto, in caso di necessità, a portare avanti uno studio appropriato in grado di verificare, o smentire, la leggenda in questione.

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