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Monteruga il paese fantasma

di Mario Contino – Il Comune di Veglie, nel Salento, comprende una frazione che conserva un frammento di storia dimenticata dal tempo e, purtroppo, meno dall’incuria.

Percorrendo la strada che da San Pancrazio salentino conduce a Torre Lapillo è possibile raggiungere l’antico borgo di “Monteruga”, dall’omonima masseria divenuta poi in un importante azienda agricola in età fascista.
mancava in questo villaggio rurale, gli alloggi per i contadini, la caserma, la chiesa, la scuola, un borgo vivo e vitale, come direbbe qualcuno.

Monteruga fu assegnata alla SEBI, società elettrica che favorì il progresso in quella zona, convincendo molti contadini del basso Salento ad aggregarsi a quella che sembrava una fiorente comunità in grado di garantire una vita agiata ed un futuro migliore ad i propri figli.

In pochi anni, però, la SEBI fu messa in liquidazione e la successiva privatizzazione contribuì al declino di Monteruga; i lavoratori furono così attratti nei vicini centri urbani e pian piano l’antico borgo fu abbandonato al suo destino. quello che viene definito, forse impropriamente, un “paese fantasma”, fa ancora parlare di sè. Ne parlano i locali, ricordando storie di vita vissuta tramandate dai loro nonni. Ne parano alcuni contadini, che vorrebbero il luogo quale dimora di spettri e “lauri” (i lauri sono i folletti pugliesi). Ne parlano i tanti turisti che, giunti sul posto, continuano a chiedersi il motivo per il quale il sito continua a non essere sfruttato a dovere, come luogo di attrazione o con altra destinazione d’uso che potrebbe giovare al turismo locale ed al territorio.

Personalmente sono rimasto rapito dal fascino di Monteruga, dalla sua energia, dalla storia che racconta. Non posso non citare questo posto come uno dei più suggestivi luoghi pugliesi, sarebbe negare l’evidenza. Mi auguro che questo antico borgo possa tornare a vivere, perché le storie che potrebbe raccontare potrebbero essere importanti lezioni per tutti noi.

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