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La leggenda delle pupe leccesi

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di Mario Contino

Conoscete le ‘Pupe leccesi’?

Ogni turista in visita nella magica Lecce, prima o poi, incappa in qualche bottega artigiana che, tra i capolavori esposti dai maestri, espone una strana coppia di donne in ceramica (pupe in dialetto). Sono particolarissime bambole in ceramica: un uomo baffuto vestito con abiti femminili e una vestita con abiti provocanti.

Le forme risalgono al XVII secolo, al periodo della dominazione spagnola, periodo nel quale il popolo non era per nulla incline ad accettare la sovranità vigente ed i suoi ‘capricci’. Il signorotto esercitava un’autorità assoluta sulle terre a lui assegnate ed era vigente l’odiato ‘ius primae noctis’, ossia il diritto di trascorrere la prima notte di nozze con la sposa di un proprio servo.

Secondo la leggenda popolare, un contadino decise di sottrarre la moglie a questo sopruso, travestendosi egli stesso da donna per offrirsi al padrone. Una delle versioni della leggenda afferma che l’uomo si sia mascherato per ‘donarsi’ al posto della moglie: in questo caso la statuina maschile reggerebbe un dono; altre affermano che si sia travestito per assassinare il suo signore ed in quest’altro caso impugnerebbe un pugnale.

Il contadino, come prevedibile, venne però smascherato a causa dei baffi che aveva dimenticato di tagliare e venne giustiziato. Questo assassinio smosse la popolazione che insorse e riuscì a far decadere questa ingiusta legge.

Questa ed altre leggende rendono grande il nostro Salento, la nostra Puglia, noi stessi che da questi atti di forza dovremmo imparare a reagire, con coraggio, alle avversità della vita.

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