• CONSIGLIATI DA “PUGLIA FOLKLORE”

Streghe e stregoni di Puglia

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di Mario Contino – Le streghe, in Puglia, sono figure molto conosciute, temute e rispettate allo stesso tempo.
Prima di parlarvi della loro importanza nel nostro territorio, è giusto dare alcuni accenni su cosa generalmente si cela dietro tale parola.
Terrore di molti bambini in tutto il mondo, causa di tante notti insonni, le streghe hanno lasciato una traccia indelebile nella cultura odierna ed hanno contribuito a scrivere alcune delle pagine più sanguinose e vergognose della nostra storia, mi riferisco agli anni in cui le inquisizioni, ingiuste e
meschine, portarono a rogo centinaia e forse migliaia di donne innocenti, di ogni credo ed età.
La leggenda le vuole come le amanti di Satana, donne che per ottenere poteri inimmaginabili sarebbero state disposte a tutto, perfino a vendere la loro anima al demonio.
Si narra che queste donne erano dedite all’omicidio di fanciulli per potersi poi cibare delle loro carni ed ottenere il consenso del diavolo.
I loro poteri sono descritti in centinaia di modi differenti, sarebbero state in grado di controllare le forze della natura ed a loro si dovevano i periodi di carestia o le disastrose inondazioni dei campi, a loro anche la cattiva fama di portare malattie e pestilenze di ogni sorta.
Le streghe avrebbero avuto la facoltà di trasformarsi in ogni animale, dal più grande e pericoloso predatore al più piccolo ed insignificante insetto, si racconta che potessero vivere centinaia di anni ed apparire sempre come fanciulle aggraziate e di bell’aspetto, dall’apparenza perfino indifese, tutto per adescare le ignare vittime.
Il loro potere più spaventoso, quello anche più conosciuto, sarebbe stato il potere di volare sulla groppa della loro fedele scopa ed osservare dall’alto i villaggi presi di mira, questo dono gli veniva conferito dal diavolo stesso ed era possibile grazie ad unguenti speciali che puntualmente venivano applicati sulle scope.
In Italia i racconti sulle streghe presero il sopravvento nel Medioevo, la città di Benevento ha la fama di essere il luogo in cui queste maghe oscure si radunavano per dar vita ad orge rituali e sprigionare in questo modo grandi quantità di magia detta “sessuale”.
Devo precisare che non solo Benevento è legata alla tradizione dell’antica stregoneria, le streghe si ritrovavano nel folklore di tutta l’Italia, soprattutto in zone periferiche a prevalenza contadina, zone interne dell’appennino, delle Prealpi e della Pianura Padana, molte storie sulla stregoneria sono narrate anche in Sicilia in Sardegna ed ovviamente in Puglia.

Le streghe pugliesi erano chiamate Macare o Masciare
, la leggenda vuole che avessero il potere di eseguire o sciogliere le fatture, quindi potevano essere considerate sia benevole che malvagie in
base al loro comportamento, fermo restando che venivano comunque viste con diffidenza e timore, quindi collocate in un ottica relativamente negativa soprattutto dal punto di vista religioso cristiano.
Tra i servigi più richiesti a queste strane figure che per secoli sono state una realtà nel popolo pugliese, ricordo:
Lo scioglimento di fatture e malocchi;
Lo spezzare l’invidia; L’allontanamento dalla paura e tutta una serie di opere atte a guarire diversi mali comuni, dal mal di pancia al torcicollo.
Le Masciare avrebbero avuto la capacità di trasformarsi in gatte nere grazie all’uso di unguenti magici, seppur viste sempre con timore sarebbero l’opposto delle “Stiare”, considerate streghe malvagie che in determinate notti si riunivano attorno ad un vecchio albero di noce per praticare i loro rituali “diabolici”, capaci di portare a malattie o carestie mortali.
Cosa era in realtà la stregoneria?
La maggior parte delle storie che si conoscono sulle streghe, narrano di rituali terribili ed immondi che puntualmente sfociavano in omicidi ed orge.
La realtà è ben differente ed è stata distorta un po’ dall’immaginario collettivo un po’ dall’influenza di una religione nascente quale il Cristianesimo, dedito a demonizzare ogni religione che non fosse la religione Cristiana e che adorasse Dei pagani.
Le streghe o gli stregoni, in realtà, altro non erano che persone in grado di curare con le erbe o che si cimentavano nell’osservazione dei fenomeni naturali per apprenderne gli insegnamenti e sfruttarli a loro vantaggio, degli attenti osservatori in poche parole.
La loro colpa più grande era quella di appartenere alla così detta “Antica Religione”, essi credevano nelle forze della natura e le adoravano.
Entrando momentaneamente nell’ottica di un popolo terrorizzato dalle storie sul demonio e sui terrificanti poteri donati ai suoi seguaci in cambio della loro anima, possiamo ben comprendere il
terrore che queste persone provassero per ogni pratica che per un qualsiasi motivo uscisse dai canoni del “normale e dell’abitudinario”.
L’inquisizione, in quegli anni, condannò a morte moltissime donne accusandole di stregoneria e di pratiche demoniache, innocenti fanciulle vennero torturate e seviziate fino all’estorsione di
confessioni false e dettate solo dall’atroce sofferenza. Non solo Donne e uomini appartenenti all’antica religione, ma ogni persona che per un qualche motivo veniva additata come strega o stregone subiva la stessa terribile sorte.
Ai nostri giorni l’antica religione esiste ancora, certo risente molto delle influenze dei secoli trascorsi e della moderna cultura ma conserva ancora moltissimi dei suoi tratti distintivi.
La
Wicca è un culto neo pagano fondato da Gerald Gardner, sebbene si conosca molto di questa religione dai concetti altamente esoterici, sembra che esistano dei tratti mantenuti segreti e riservati solo agli iniziati alla stessa, nessun novizio può ritenersi Wicca a tutti gli effetti senza aver avuto una vera iniziazione mistica da un sacerdote o una sacerdotessa iniziati.
Attualmente esistono libri che descrivono rituali di auto-iniziazione, sono contraddizioni alle antiche regole specificate dal fondatore
Gerald Gardner
ed al più possono essere viste come auto
dichiarazioni di appartenenza ad una certa filosofia di pensiero. L’iniziazione vera e propria resta un rituale complesso e deve essere compiuto solo alla presenza di un alto sacerdote o di un alta
sacerdotessa.
Le donne e gli uomini appartenenti alla religione in questione, altri non sono che gli odierni stregoni e le odierne streghe, ovviamente i termini hanno abbandonato ogni significato dispregiativo.
La morale di questa religione può essere riassunta in una sorta di comandamento principale, quasi un motto, che recita:
« Fai ciò che vuoi purché tu non faccia del male a nessuno. », si capisce
dunque che a differenza di quello che molti potrebbero pensare, questa nuova arte della strega non ha nulla a che vedere con omicidi rituali ed altre atrocità descritte in epoca medioevale.

Sperando di aver chiarito questi concetti, passerò adesso ad illustrare i 3 luoghi pugliesi legati maggiormente a leggende e tradizioni direttamente riconducibili all’uso della “stregoneria”, mi riferisco ai comuni di Soleto, Massafra, Tricase.

Vie strette ed antiche mura per un antichissima cittadina di origine messapica immersa tra storia e leggenda. Soleto, centro urbano in provincia di Lecce, è stato da sempre considerato uno dei luoghi più magici del Salento, un posto in cui la magia ed il mistero facevano parte della vita quotidiana di tutti, integrandosi con quella cultura che tutt’oggi ricorda ed esalta le proprie origini; chi non dimentica da dove arriva non rischierà di smarrire la via.
In questa cittadina sono famosi i riti delle “
Masciare
, le streghe salentine conosciute in tutto il territorio pugliese. Antiche epigrafi sparse qua e là in città ricordano ancora oggi l’origine magica del paese, noto anche per la presunta capacità dei suoi abitanti, soprattutto quelli di una certa età che conservano i segreti di una tradizione millenaria tramandata oralmente di padre in figlio, di saper scacciare il “malocchio”.

In questa graziosa cittadina fu realizzato nel 1397 da Francesco Colaci di Surbo, per volere del Principe di Taranto, Raimondo Orsini Del Balzo, una stupenda torre campanaria, tanto bella e maestosa da riuscire a dar vita ad una delle più conosciute leggende popolari salentine. La torre è interamente decorata da figure umane e bestiali scolpite nella bianca e pregiata pietra leccese; non mancano intagli arabeschi, capitelli ed ogni sorta di ghirigoro utile ad accrescere la maestosità artistica del monumento. La leggenda narra che la torre fu costruita in una sola notte tempestosa grazie all’opera di demoni evocati e controllati da un noto mago ed alchimista del posto, un certo Tafuri di Soleto, esperto di esoterismo ed occultismo: il suo scopo sarebbe stato quello di stupire il mondo intero con un opera maestosa.

L’incantesimo lanciato dallo stregone, stabiliva che l’intera costruzione sarebbe dovuta essere terminata prima dell’alba e che i demoni, insieme a spiriti e streghe chiamati alla realizzazione del progetto, sarebbero dovuti fuggir via prima del canto del gallo. Così fu, ma non tutti gli esseri infernali riuscirono a scappare prima dell’alba; alcuni piccoli demoni minori, che prestarono la loro opera al mago, furono colti alla sprovvista e si ritrovarono
pietrificati sulla cima della torre appena i primi raggi solari dettero vita allo spettacolo dell’alba salentina.
Oggi sono ancora lì, sotto forma di statua, a completare l’addobbo artistico della torre, forse in attesa del momento in cui poter ritornare alla vita liberando il loro antico potere. Un luogo da visitare e studiare, un altro posto in cui magia e mistero convivono con la vivace realtà odierna. Anche Tricase, sempre in provincia di Lecce, è legata in qualche modo all’antica stregoneria. Tra i monumenti più belli della nostra Puglia occorre citare il famoso Castello dei Principi Gallone di Tricase, attualmente sede del Municipio e proprietà del Comune.
Questo imponente palazzo principesco è costituito da tre elementi principali: la Torre, il Torrione e il Corpo principale dell’edificio.
La Torre ed il Torrione rappresentano le strutture più antiche e conservano ad oggi le caratteristiche architettoniche del Trecento; Il nucleo centrale dell’edificio fu costruito nel 1661 da Stefano II Gallone, primo Principe di Tricase. Come tutti i castelli feudali di quel tempo, l’edificio fu trasformato in abitazione dalla Famiglia Gallone. La tradizione vuole che Stefano II Gallone abbia voluto fare tante stanze quanti i giorni dell’anno, e una sala detta “del trono”, tanto grande da contenere più di mille persone. Negli anni cinquanta il Palazzo fu comprato dal Comune di Tricase.
A questo edificio è legata l’antica leggenda che di seguito citerò.

Si narra che tanto tempo fa nel palazzo Gallone vivesse un principe molto crudele che aveva dei legami di amicizia con il demonio in persona.
L’uomo sarebbe stato così in amicizia con Satana che ogni suo desiderio veniva immediatamente esaudito. Essendo questo principe molto avanti con gli anni, venne denominato dal popolo:
Principe Vecchio
.
I cittadini di Tricase erano soliti assistere ai fantastici prodigi che il Diavolo compiva per ordine, o su richiesta, del principe ed intimoriti da ciò, decisero di scoprire in che modo il signore del palazzo riuscisse a comunicare o a farsi ubbidire dal demonio.
In cerca di risposte, due uomini si introdussero nel maniero sfruttando l’oscurità notturna, ebbero quindi occasione di vedere il principe dirigersi verso una stanza segreta del castello.

In essa, all’interno di un grosso e robusto baule, era custodito un libro rosso che il principe prese e posò su un leggio, lo aprì e farfugliò alcune misteriose parole.
Improvvisamente, tra calde folate di vento e bagliori rossastri come il fuoco, apparve il diavolo che, rivolgendosi all’uomo, disse: “Comanda ed io ubbidirò”.
Il principe chiese a Satana che le acque del mare invadessero la piazza del paese, nel giorno seguente, forse per capriccio, forse per sete di vendetta.
I due uomini, presi da forte paura ma intenti a salvare la piazza, aspettarono che il principe si allontanasse e poi riaprirono il libro e chiamarono nuovamente il diavolo.
Il Signore delle tenebre riapparve e rivolgendosi ai due chiese stizzito il motivo della convocazione. Uno dei due, il più furbo, decise di fare una richiesta tanto assurda da essere di per sé irrealizzabile (qui la leggenda cita varie richieste).
Ciò che avvenne in seguito fu che Satana, impossibilitato ad esaudire quella richiesta e sentendosi beffato, scomparve insieme al libro per sempre. Grazie a quel gesto, il mare non invase la piazza di Tricase ed il Principe Vecchio non poté più avere rapporti con il diavolo.
Antiche leggende come questa, che spesso vengono ricordate solo quali “favole” per calmare i fanciulli, sono a mio avviso parti di un’antica tradizione che andrebbe salvaguardata e custodita gelosamente.

Ora invece scriverò di Massafra, in provincia di Taranto, uno dei paesi pugliesi più misteriosi che io abbia visitato, un luogo che conserva un fortissimo legame con la tradizione folkloristica tipica della cultura del Sud Italia e, purtroppo, quasi forzata all’estinzione.

Nei secoli scorsi Massafra è stata molto famosa per via dei suoi “Masciari”, termine dialettale traducibile con “mago”, colui che esercita l’arte della “Masciaria” ossia “magia”.
Questi personaggi erano noti soprattutto per la loro abilità di confezionare “Fascinazioni”, magie di legamento e filtri d’amore, un tempo molto richiesti non solo dagli abitanti di Massafra ma da molti uomini, e soprattutto donne in cerca di marito, provenienti da diverse zone limitrofe.
Alcuni posti in città richiamano tutt’ora quegli anni di mistero e magia: la grotta della “maciaredda”, il “corno della strega” e tanti altri luoghi legati alla storia esoterica del posto.
Tra i “luoghi del mistero”, certo non posso non nominare l’imponente Castello di cui documenti storici fanno menzione già nel lontano, per quanto relativamente vicino, X secolo.
Il maniero ebbe una storia movimentata e passò sotto diversi “padroni” che di volta in volta apportarono differenti modifiche. La costruzione più significativa è la torre, ricostruita nel 1700 circa dagli Imperiali. La sua forma ottagonale ha dato origine alla leggenda secondo la quale sia stata voluta da Federico II in persona, che sia stata fatta per omaggiare i cavalieri templari e che abbia custodito il Sacro Graal, poi spostato presso Castel del Monte.

Ovviamente sono ipotesi più fantasiose che veritiere, in quanto il regno di Federico II era ben antecedente all’edificazione della torre.
É credenza che nel maniero esistesse una “stanza delle torture” denominata “muta pensiero” e che questa si trovasse nella torre ottagonale.
Questa stanza non fu mai rinvenuta e, a mio modesto parere, non esiste affatto, infatti l’ottagono è un simbolo spesso legato a luoghi di evoluzione spirituale, meditazione, posti in cui l’evoluzione che deriva dal processo spirituale dovrebbe, appunto, mutare il pensiero.
Questa è una mia personale interpretazione, non voglio certo sostituirmi agli storici ma ritengo sia doveroso non tralasciare tale possibilità.
Anche in questo maniero si celano leggende più o meno note sulla presenza di spettri, e addirittura di una strega in grado di apparire e scomparire a suo piacimento.

Anche la Puglia, come spero sia riuscito a dimostrare, è direttamente legata al folklore su magia e stregoneria.

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