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Diavoli e stregoni a Palazzo Gallone di Tricase

di MARIO CONTINO – Fra i monumenti più belli della nostra Puglia occorre citare il famoso Castello dei Principi Gallone di Tricase, attualmente sede del Municipio e proprietà del Comune.
Questo imponente palazzo principesco è costituito da tre elementi principali: la Torre, il Torrione e il Corpo principale dell’edificio.
La Torre ed il Torrione rappresentano le strutture più antiche e conservano ad oggi le caratteristiche architettoniche del Trecento; Il nucleo centrale dell’edificio fu costruito nel 1661 da Stefano II Gallone, primo Principe di Tricase.
Come tutti i castelli feudali di quel tempo, l’edificio fu trasformato in abitazione dalla Famiglia Gallone. La tradizione vuole che Stefano II Gallone abbia voluto fare tante stanze quanti i giorni dell’anno, e una sala detta “del trono”, tanto grande da contenere più di mille persone. Negli anni cinquanta il Palazzo fu comprato dal Comune di Tricase.
A questo edificio è legata l’antica leggenda che di seguito citerò. Si narra che tanto tempo fa nel palazzo Gallone vivesse un principe molto crudele che aveva dei legami di amicizia con il demonio in persona.
L’uomo sarebbe stato così in amicizia con Satana che ogni suo desiderio veniva immediatamente esaudito. Essendo questo principe molto avanti con gli anni, venne denominato dal popolo: Principe Vecchio.
I cittadini di Tricase erano soliti assistere ai fantastici prodigi che il Diavolo compiva per ordine, o su richiesta, del principe ed intimoriti da ciò decisero di scoprire in che modo il signore del palazzo riuscisse a comunicare o a farsi ubbidire dal demonio. In cerca di risposte, due uomini si introdussero nel maniero sfruttando l’oscurità notturna, ebbero quindi occasione di vedere il principe dirigersi verso una stanza segreta del castello. In essa, all’interno di un grosso e robusto baule, era custodito un libro rosso che il principe prese e posò su un leggio, lo aprì e farfugliò alcune misteriose parole.
Improvvisamente, tra calde folate di vento e bagliori rossastri come il fuoco, apparve il diavolo che, rivolgendosi all’uomo, disse: “Comanda ed io ubbidirò”.
Il principe chiese a Satana che le acque del mare invadessero la piazza del paese, nel giorno seguente, forse per capriccio, forse per sete di vendetta.
I due uomini, presi da forte paura ma intenti a salvare la piazza, aspettarono che il principe si allontanasse e poi riaprirono il libro e chiamarono nuovamente il diavolo.
Il Signore delle tenebre riapparve e rivolgendosi ai due chiese stizzito il motivo della convocazione. Uno dei due, il più furbo, decise di fare una richiesta tanto assurda da essere di per sè irrealizzabile (qui la leggenda cita varie richieste).
Ciò che avvenne in seguito fu che Satana, impossibilitato ad esaudire quella richiesta e sentendosi beffato, scomparve insieme al libro per sempre. Grazie a quel gesto, il mare non invase la piazza di Tricase ed il Principe Vecchio non poté più avere rapporti con il diavolo.
Antiche leggende che spesso vengono ricordate solo quali “favole” per calmare i fanciulli, sono a mio avviso parti di un’antica tradizione che andrebbe salvaguardata e custodita gelosamente.

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